Associazione Cubo
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CUBO BISTROT

PRANZO: lun al ven: 12.00 – 15.00
CENA: lun al gio: 19.00 – 1.00 ven e sab: 19.00 – 2.00
Domenica: chiuso

Prenotazioni Ristorante:+39 0521 155 4540
+39 333 4249188


MISERLINO OFFICINA KARIBU CAFFÈ
Lun-giov: 7.00 – 22.00
Ven: 
7.00 – 23.00
Sab: 
16.30 – 23.00

Domenica: chiuso

Contatti: 3286596753 / 3286588093

Acquatico / Roberto Mora

27.02

.2026

> 15.03

.2026

Inaugurazione: Venerdì 27 febbraio ore 18.00

Il 27 febbraio la Galleria CUBO inaugura “Acquatico”, la nuova mostra personale di Roberto Mora, visitabile fino al 15 marzo. Un progetto che segna una tappa decisiva nel percorso dell’artista, approdato negli ultimi due anni alla pittura pura dopo un lungo lavoro tra design e scultura.

Nato come designer, Mora ha assecondato un’urgenza creativa che lo ha portato a spostare il baricentro della sua ricerca dal “peso” del metallo alla “fluidità” dell’alchimia liquida. Se la scultura implicava struttura e massa, oggi la pittura diventa spazio di trasformazione e movimento.

Definendosi un ricercatore della materia, l’artista indaga la tensione superficiale attraverso l’incontro tra smalti all’acqua e reagenti lipofili, lavorando su supporti contemporanei come il PVC o tele preparate a olio. Non impone una forma, ma ne innesca la nascita: governa processi di repulsione chimica che generano trame organiche e cellulari sempre diverse, in un equilibrio tra controllo e imprevedibilità.

Raccolta sotto il titolo “Acquatico”, la produzione recente spazia dalla rivisitazione fuori scala dei miti dell’arte alla scomposizione dell’icona tramite stencil, fino a paesaggi informali e orizzonti verticali attraversati dalla luce. È una pittura dell’accadimento, in cui l’esperienza del designer si fonde con la libertà del pittore-alchimista, trasformando la materia in un campo aperto di possibilità.

Roberto Mora

Nato a Parma nel 1964, Roberto Mora è un artista e designer la cui carriera si distingue per un’instancabile attitudine alla sperimentazione. Dal 1994 realizza opere a metà fra scultura e funzione nella direzione del design radicale, trasformando il ferro riciclato in oggetti-opere in bilico tra funzione e distrofia della forma.
Hanno scritto di lui Alessandro Mendini, Giampiero Mughini e Valerio
Dehò, Mora ha esposto i suoi prototipi da Milano a New York ed è presente in importanti collezioni private. Ha consolidato un percorso segnato dal rigore costruttivo e da un’ironica leggerezza.
Negli ultimi due anni, assecondando un’urgenza creativa definitiva, Mora ha spostato il baricentro della sua ricerca dalla scultura alla pittura pura.

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