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ON MY SKIN / ALESSANDRO CASETTI

ON MY SKIN

21.02.2020 > 15.03.2020

(fino al 04.04 presso LOPPIS)

A cura di Cubo Gallery e Galleria Bianca
Inaugurazione: 21 Febbraio 2020 dalle 18:00

CUBO Gallery e GALLERIA BIANCA via La Spezia 90, Parma

Da lunedì a sabato dalle 10 alle 19

altre visite su appuntamento, scrivi a: cubogallery@gmail.com e galleriabianca@gmail.com

Ingresso libero

In collaborazione con:

Essere ruvidi e primordiali nella tecnica e raffinati, quasi eterei, nel risultato finale:
una discesa negli inferi e una risalita verso la luce. Equivale ad immergersi negli abissi
più profondi ed inesplorati dell’anima e uscirne imbrattati fino al collo ma con un
diamante nel palmo della mano. Conversazione tra contrari, creazione prepotente,
poetica elegante: l’uno non esclude l’altro, convivono, a volte fanno a botte, altre si
baciano; l’esito è sempre la risultante espressiva di un atto di coraggio lucidamente
folle.
Alessandro Casetti ha cominciato questo viaggio partendo da se stesso, dalla
ribellione interiore impressa sulla propria pelle, appunto da ON MY SKIN.
Il primo approccio all’arte da adolescente, poi la noia, la scelta di esplorare altre
strade, fino all’amore che gli mette davanti otto tele bianche e lo esorta: “Esci dalla
tana e crea”. Lui lo fa tenendo insieme inquietudine e sogni; comincia, affina la tecnica,
inventa. L’esito è superbo, è arte che non si crogiola nel fare bene, ma sperimenta,
dice qualcosa che supera la vista ed accede alla sfera del sentire.
I suoi numi sono volti ed espressioni: li incontra camminando per strada, navigando in
rete o, semplicemente, osservando figlia e compagna. Il perno di tutto è l’interiorità
dell’essere umano ma anche animale, la natura; o meglio, la loro trasformazione,
decomposizione ed evoluzione.
Il come gli dà voce e struttura è atto creativo.
Cola per gravità su tavola e tela vernici industriali, prevalentemente smalti ad acqua,
drena con l’acquaragia, mescola, incalza. Osserva il colore più e più volte mentre si
espande, si restringe, muta. Tampona, aggiunge, modula, stressa. Tutto è
rigorosamente posato sul terreno, lui ci danza intorno come una tribù davanti al fuoco.
Non è un caso se nelle sue opere riecheggiano lontani i profumi delle terre d’Africa e
d’Oriente, si sente il vigore delle radici, l’intensità delle spezie, la violenza dell’atto …
per un finale dalla delicatezza quasi angelica.
“E’ un’azione primordiale ma anche strategica – racconta -. Primordiale perché la
gestualità di far cadere grosse quantità di colore per gravità verso terra è un’azione
grezza e rapida che compio con una postura ricurva o in ginocchio. È quasi un rituale.
Realizzo questo lavoro almeno su tre o quattro supporti simultaneamente se sono
grandi, o su quindici, sedici se sono piccoli. Ma è anche un’azione strategica perché è
fondamentale l’uso delle cromie, l’accostamento dei colori: devo immaginare già dove ci
sarà una parte scura ed una parte chiara, dove saranno le luci e dove le ombre”.
Accudisce le sue opere come fossero bambini: le nutre, le segue passo dopo passo, le
fa andare a gattoni fino a quando non imparano a stare dritte sulle proprie gambe.
“Sono sempre molto nervoso durante questa fase di gestazione, perché il 75% della
buona riuscita di un’opera dipende da come viene realizzato e pilotato questo
processo”.
E poi dalla colata si arriva alla pittura per dare profondità e forma alle opere. Opere
fatte di Pelle: come pagine di un libro che raccontano l’io con tutte le sue crepe.
Osservando con attenzione si notano la perdita di elasticità, gli ispessimenti e le
ruvidezze, ma anche quel candore e quella freschezza che non scompaiono mai del
tutto. Un dialogo serrato tra passato, presente e futuro che resta impresso
sull’epidermide grazie a passaggi di colore audaci, a volte esasperati, e un utilizzo
magistrale della luce.
“Con la mostra ON MY SKIN presento metaforicamente attraverso la pelle tutti i
processi emotivi che accadono dentro e fuori di noi. Una pelle che racconta come una
mappa geografica le latitudini inesplorate del nostro io più intimo e profondo”.

immagine casetti
ALESSANDRO CASETTI

Pittore, Cantante e Musicista, nasce a Bagno di Romagna in provincia di Forlì/Cesena
nel 1981. Si diploma all’Istituto d’Arte di Sansepolcro e frequenta per un anno
l’Accademia di Belle Arti di Firenze.
La sua attività espositiva inizia nel 2002 con la Galleria d’arte Mentana di Firenze e
negli anni a seguire Casetti trasforma la passione per l’arte e la pittura in un mestiere
a tempo pieno.
Nel 2013 prende attivamente parte con il ruolo di vicepresidente e docente di
pittura, disegno e nudo dal vero al progetto Arts factory: un’Accademia d’Arte e di
sperimentazione a trecentosessanta gradi, situata in un suggestivo casolare nelle
colline romagnole.
Nel 2015 è ospite a San Francisco, California, U.S.A. e a Government Camp, Oregon,
U.S.A. per la realizzazione di due performance su ferro. Sempre nello stesso anno è
ospite a Rio de Janeiro, Brasile per una residenza d’Artista.
Dal 2017 al 2019 è il direttore artistico del Palazzo del Capitano di Bagno di Romagna
FC. Attualmente collabora con diverse gallerie d’arte in Italia, Olanda, Germania e
Taiwan

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