Senza Anestesia / _Mc_Dauphin
24.02
.2025
> 03.03
.2025
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GALLERIA BIANCA
via La Spezia 90, Parma - Da lunedì a sabato dalle 10 alle 19
- altre visite su appuntamento, scrivi a: cubogallery@gmail.com
- Ingresso libero
In questo senso, il lavoro di improvvisazione delle interrelazioni tra i frammenti dei collage è simile a quello che si usa in teatro, in cui la maschera del personaggio instaura una distanza dalla persona che la indossa che le permette di esprimere parti di se’ nascoste. Dal punto di vista strettamente psicologico attraverso le varie fasi della costruzione del collage: scelta dell’immagine, destruttrazione, ri-configurazione dello scenario, è possibile sperimentare all’infinito nuove e diverse ambientazioni come possibili metafore di stati emotivi e di situazioni di vita. Nella loro frammentarietà, i collage in mostra, offrono un percorso di lettura dalle molteplici interpretazioni possibili. Si tratta di un processo decostruttivo che offre una doppia lettura, quella del frammento percepito in relazione al suo contesto di provenienza e quella del frammento all’interno di un nuovo sistema. Il significato non sta nel collage in sé ma nella catena di associazioni prodotte dall’interazione tra i frammenti e l’inconscio dell’osservatore. Considerata da molti una metodologia di lavoro “senza teoria”, resiste nel tempo come tecnica democratica, perché nella sua semplicità è accessibile e praticabile da tutti. Senzanestesia è un processo di ricerca di immagini, taglia e incolla di visioni e pensieri di Mc Dauphin, senza l’aspettativa che vengano compresi.
_Mc_Dauphin_
Laurea in psicologia, diploma di maestro d’arte e maturità artistica. Appassionata di arti visive da sempre, vive un periodo di interesse per la pittura, la grafica e la fotografia di strada e concettuale tra il 2006 e il 2014, partecipando a collettive e personali. Ritorna alla tecnica ludica del collage, grazie al Maestro grafico e stampatore Nicola Arnoldo Manfredi. Si ispira ai collagisti del dadaismo berlinese, con una particolare attenzione all’artista Hannah Hoch. Utilizza Il Collage come una lingua meticcia, un idioma personale, visionario e simbolista che sfrutta la forza di significati condivisi per comporre nuovi sensi, attraverso quei meccanismi retorici che costituiscono il patrimonio della poesia e del linguaggio.
Associazione Cubo
