Dal 13 al 14 marzo, CUBO ospita Sottopelle, mostra di Eugenia Petrolini, un progetto che indaga ciò che si cela oltre la superficie visibile.
Le opere nascono da un processo di accumulo e trasformazione della materia: acrilico, materiali recuperati e frammenti si stratificano dando vita a superfici pittoriche dense, attraversate da segni e tracce del tempo. Ogni livello conserva memoria del gesto, costruendo una narrazione silenziosa ma vibrante.
La ricerca si concentra su ciò che resta nascosto: nelle relazioni, nei corpi, nei pensieri. Le superfici materiche diventano metafore di un movimento interno continuo, invisibile ma persistente. Le opere non offrono risposte, ma restituiscono tensione, fragilità e resistenza, invitando lo sguardo a sostare in quell’equilibrio sottile tra ciò che emerge e ciò che rimane celato.
Eugenia Petrolini
Eugenia Petrolini sviluppa una ricerca artistica basata su una pittura astratta e fortemente materica. Lavora principalmente con acrilico, integrando materiali di recupero, carta, tessuti e frammenti che reinserisce nella superficie pittorica.
Le sue opere nascono da processi di stratificazione, in cui la materia diventa linguaggio: gli strati si accumulano, si rompono e si ricompongono, evocando tensioni interiori ed emozioni trattenute. Il recupero degli elementi introduce memorie e tracce che arricchiscono il racconto visivo.
Il suo lavoro indaga il confine sottile tra ciò che appare e ciò che resta nascosto, dando forma a superfici dense e irregolari che suggeriscono fragilità, vulnerabilità e resistenza.
Associazione Cubo
